Torna al ufficiale sito web assassinscreed.com

Lettera di un Assassino "L’alba dei rivoltosi"

[Lettera scritta ad uno degli assassini fra le fila dei cittadini insoddisfatti di Parigi]

Fratelli, c’è uno strano odore nell’aria. Non so decifrarne ogni nota, ma direi che c’è un odore non dissimile al puzzo dei topi. Forse più forte di prima, non c’è quel solito odore di impomatati e tronfi nobili. Suona strano detto da me che giorno per giorno passo il mio tempo a tenere sott’occhio quelle strade. Eppure, questo odore è seguito dal suono di metallo e legno. Suoni inconfondibili, così come sono di urla, gente che stride e digrigna i denti. Inferociti per le loro condizioni e preda del più giustificato istinto di rivalsa.

Vi era un tempo in cui, tutti credevano che il padrone potesse comandare su ogni cosa con l’aiuto e la parola di Dio. Ma vi è un tempo, in cui anche l’uomo più mite, deve sfidare Dio per sopravvivere.

Sopravvivere, molti di noi considererebbero questa parola una futile motivazione. Tutt’ora il credo è chiaro “Nulla è reale, tutto e lecito” e quest’oggi i cittadini che si sono mobilitati in una prima rivolta hanno compreso la seconda parte di esso. Sarà per mano loro, facile, comprendere la prima parte?

Spero loro comprenderanno che il mondo creato dai cosiddetti “Regnanti” non è niente meno che l’ennesimo giogo posto sulle spalle di un mulo, che sembra stringersi, sempre di più e quando viene affamato. Impatta, scalcia contro ogni cosa per toglierlo da dosso. Non manca molto fratelli miei, ben presto anche i templari si troveranno di fronte a quello che per loro è un nemico inaspettato e soprattutto sotto i loro occhi.

Gli Assassini.

Tutela della privacy e cookie

Ubisoft usa dei cookie per garantirti la migliore esperienza sui suoi siti Internet. Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Altre informazioni sulla nostra Tutela della privacy