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Assassin's Creed: Pietro Vespucci (parte 3 - All'inseguimento)

Ciao a tutti amici assassini! Rinnovo puntualmente le mie scuse per l'assenza prolungata. Un salto per leggere le novità lo faccio sempre sul Council, ma non ho più il tempo di una volta (colpa del lavoro) per mantenere una cadenza regolare nelle pubblicazioni.
 Ripartiamo allora da dove ci eravamo lasciati nell'ultimo capitolo della serie sull'assassino italiano Pietro Vespucci, che potete trovare nella cartella "preferiti" del mio profilo.
I nostri amici della neonata Confraternita indiana avevano tristemente scoperto di essere stati derubati del loro bene più prezioso: un calice risalente alla Prima Civilizzazione. Grazie ad esso Pietro e Adesh Mir avevano scoperto che ciò che cercavano i Templari si trovava in Sri Lanka e faceva riferimento ad una certa "acqua della vita".
Quella che Vasco de Gama aveva fatto sembrare una rovinosa ritirata era stata in realtà una fuga. I Templari si stavano dirigendo a gambe levate verso la "lacrima dell'India".
Pietro non perse tempo e assieme ai suoi confratelli pianificò l'inseguimento. Gli assassini indiani sapevano che in quel periodo dell'anno i monsoni avrebbero rallentato qualsiasi imbarcazione in rotta verso est, così Adesh e lo stesso Pietro decisero di mettersi in marcia via terra, a cavallo, mentre un altro contingente di assassini capitanati da Caterina Varzi avrebbe seguito Vasco de Gama via mare, tenendosi a debita distanza.
I due uomini attraversarono la parte meridionale dell'India, affrontando numerose tempeste tropicali, e giunsero in tempo record a Rameswaram, ultimo scalo prima della traversata che li avrebbe condotti in Sri Lanka. Approdarono nella parte settentrionale dell'isola, dopo aver attraversato lo stretto di Palk, ma adesso non avevano idea di dove dirigersi.
Si fermarono a riflettere. Dove poteva trovarsi quel "qualcosa" di leggendario che avevano ereditato dalla Prima Civilizzazione? 
Chiesero ai nativi se avessero mai sentito parlare dell' "acqua della vita" e loro sgranarono gli occhi spaventati nel sentire quel nome, ma dopo essersi tranquillizzati raccontarono loro una leggenda.
Essa aveva come protagonista il giovane Kasyapa che dopo aver bevuto da una fonte misteriosa che lo aveva dannato,  aveva uccise il re, suo padre, murandolo vivo ed usurpandone il trono che, per diritto di successione, sarebbe spettato al fratello Mugallan. Kasyapa trasferì la corte nel luogo dove si era dissetato con quell'acqua maledetta, la roccia di
Sigiriya, da dove governò come un tiranno. Ma il fratello Mugallan, che era stato costretto a fuggire in India per evitare la violenza di Kasyapa, accumulò un grande esercito e tornò in patria per sconfiggerlo. Il re maledetto fu abbandonato dal suo esercito e in un eccesso di follia si suicidò con la propria spada. Il saggio Mugallan riottenne il trono che gli spettava e fece chiudere la maledetta Sigiriya, affidandola alla sorveglianza di alcuni monaci.
Nessuno aveva più bevuto da quella fonte misteriosa. Ma adesso, nel 1502, qualcuno rischiava di rompere la tranquillità di quel luogo mistico e dannatamente pericoloso.
 
Anche per oggi è tutto amici. Spero che questo capitolo vi sia piaciuto e vi invito a commentare per farmi sapere cosa ne pensate. Grazie in anticipo!
 
P.S. Nell'immagine il fantastico sito archeologico di Sirigiya.
  • Ste-82
    Ste-82

    Oggi un mare di post interessanti,fra trailer e articoli ! E vai così ! : D .Ottimo capitolo Frale,come al solito ; D

  • AltairRafuel
    AltairRafuel

    Superbo Frale!!! Ti capisco bene per il tempo a disposizione che anche io sono messo alle strette...inizia a balenare qualche idea per una collaborazione ma non ho ancora messo a fuoco il tutto! Grandissimo come sempre!

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