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Assassin's Creed: Golden Wings- Capitolo 2

Capitolo 2- L’Italia s’è desta

INIZIALIZZAZIONE-SEQUENZA DNA COMPLETATA- CARICAMENTO DATA: DATA CARICATA - 18 MARZO 1848 - SINCRONIZZAZIONE IN CORSO...
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Gioventù ribelle. Orde urlanti di ragazzi e uomini che incitano i propri compagni. Barricate per le strade costruite in modo da impedire l’avanzata delle truppe austriache. Cori che intonano l’inno scritto da un giovine di nome Goffredo Mameli Un inno di fratellanza, di unione, di sentimento contro l’oppressione dello straniero; un inno che celebra la gloria di Roma repubblicana e imperiale. Personalmente avrei gradito Va’ pensiero di Verdi, ma anche questo è orecchiabile, e soprattutto eloquente: il Canto degli Italiani.
In altre parole, se ancora non si fosse capito, Milano è insorta. Ed è uno spettacolo che lascia senza fiato.

Il mio compito però è un altro. Carlo e Gabrio, uno alla Presidenza del Consiglio di Guerra e l’altro al Governo provvisorio, guidano le truppe d’insorti e si apprestano ad assaltare il palazzo un’enorme armeria di proprietà di un nobiluomo di nome Ubaldo. Devo assicurarmi che raggiungano il luogo senza trovare ostacoli. Non appena mi muovo sui tetti milanesi ho modo di vedere fuoco di polveri e di roghi; soldati austriaci in preda al panico o alla furia omicida tipica degli antichi guerrieri germanici; e soprattutto vedo sventolare bandiere tricolori sabaude a destra e a manca.

Per cominciare, avvisto la casa signorile protetta da alcuni soldati austriaci. Imbracciato il mio fucile, lo carico con dei proiettili tranquillanti di mia invenzione: non è necessario uccidere costoro, non essendo, al momento, miei obiettivi. Uno, due, tre e quattro. E i militari cascano a terra storditi ma vivi; di loro se ne occuperanno i ribelli. Sotto di me scorgo Carlo con un manipolo di giovanotti in casacca e con in mano qualche moschetto e delle baionette.
«Liborio! Prova ad aprirci la porta!»
«D’accordo!» gli dico, facendo cenno con la mano.

Con un balzo della fede cado su una catasta di fieno e mi reco verso il vicolo più vicino in cerca d’un’entrata secondaria.
Riesco appena in tempo a fermarmi all’angolo quando noto altri due soldati.
Borbottano qualcosa con marcato accento tedesco, quando poi mi scoprono, per loro reagire è troppo tardi. M’avvento su quello più vicino, tirandolo per il bavero, e lo sbatto contro lo stipite del portone. Il secondo tenta di estrarre la sua spada lunga ma deve fare i conti con il mio bastone animato. Dal manico a forma di becco d’astore, estraggo così la lama e mi appresto a ferire ripetutamente l’austriaco, finendolo con un calcio, che sfonda il portone sul retro. Ora ho modo di entrare e permettere l’accesso anche a Carlo e ai suoi. Mentre mi dirigo verso gli spaziosi saloni del palazzo, noto che all’interno non vi sono austriaci ma uomini con indosso abiti neri eleganti e fasce recanti una croce rossa. Ti pareva: l’armeria è controllata dai Templari. Beh, con questi luridi posso darci dentro. 

«Santo cielo, là fuori è il finimondo.»
«Finirà presto. Il signor Forlingieri ha appena dato un telegramma a Radetzky. Presto gli consegnerà il Consiglio di guerra su un piatto d’argento.»
«Ci conto. Ora però facciamo in fretta. Dobbiamo sabotare le armi: i ribelli riceveranno una bella sorpresa.»
Sabotare le armi? Non molto furbo, ma comunque pericoloso. Scorgo un Templare di spalle, mi posiziono vicino a uno scrittoio e aspetto che passi. Uno strattone da basso e una pugnalata alla gola con il mio bastone animato fanno il resto.
«Angelo? Angelo, dove sei? Oh, mio-»
Una donna Templare entra nella stanza, trova il corpo ma soccombe anch’ella alla mia lama. Inoltrandomi in quegli sfarzosi alloggi, ecco che vedo un gruppo di Templari che fa incetta di armi e ne sabota altre. Sono tre, ma posso gestirli tranquillamente. Mi notano, tentano di colpirmi con dei pugnali nascosti nei loro giacconi, invano. Segue un trambusto che secondo me avranno sentito anche dal piano di sotto.
«Qui qualcosa mi puzza. Va’ a controllare, Berto.»
Berto certamente non si aspettava una scena per lui agghiacciante: tre corpi martoriati con rapidità e precisione dai loro stessi pugnali. Confuso e leggermente inquietato, non si accorge nemmeno che gli infilzo la nuca con la baionetta. Rimane solo uno; e con questo ricorro a un’uccisione molto rapida con uno sparo del mio fucile. Lavoro pulito, troppo semplice ma almeno è stato rapido.
«Prego signori, l’ingresso alla Scala è libero.»
Accolti da questo scherzoso saluto, i rivoltosi si precipitano sulle armi come se stessero arraffando il pane più caldo e croccante appena sfornato dal fornaio –Carlo e io li aiutammo a sbarazzarci di quelle sabotate, a mo’ di setaccio della crusca (parlando di pane).
«C’erano Templari? Mi dispiace di non averti aiutato dentro.»
«Fa niente, amico mio. Questo piuttosto mi dice che il capo di questo gruppo, tale Eusebio Forlingieri non è tanto lontano. Ha in mente di assistere Radetzky ad attaccare il tuo Consiglio di guerra.»
«Questi maledetti proprio non vogliono starsene con le mani in mano. Dove lo cercherai?»
«Cristiano, un mio contatto a Firenze, mi ha inviato una carta con il Quadrilatero. Credo che Eusebio si recherà in una delle quattro fortezze austriache. Penso che le tappe più plausibili saranno Mantova o Peschiera.»
«Vai allora. Io e Gabrio terremo occupati gli austriaci. Non preoccuparti.»
M’allontano dall’armeria, il mio compito ormai era concluso. Prima di andarmene sento Carlo chiamarmi.
«Te l’ho detto, Liborio: l’insurrezione è cominciata gloriosamente.»
Spero altrettanto per la fine.
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AVANZAMENTO RAPIDO A UN RICORDO PIÙ RECENTE…CARICAMENTO DATA: DATA CARICATA – 25 MARZO 1848 - SINCRONIZZAZIONE IN CORSO...

Ieri pomeriggio Carlo Alberto ha dichiarato guerra all’Austria, e con lui si sono uniti il Papa e persino Ferdinando di Borbone. Il conflitto, da moto rivoluzionario, è diventato una vera e propria guerra. Carlo mi ha riferito che gli insorti hanno resistito contro gli austriaci per cinque giorni (da lui definite come “gloriose giornate”). Da un lato temo per la reazione dell’Imperatore e ancor più di Radetzky, ma anche se si riprenderanno Milano gli austriaci hanno avuto un assaggio della disfatta. Non capita tutti i giorni di perdere un luogo cruciale come il capoluogo lombardo. Intanto eccomi qui in Veneto: ho setacciato per due giorni Peschiera, altri tre tra Verona e Legnago, ma niente Templari. Mantova è il luogo in cui Eusebio Forlingieri cercherà di informare Radetkzy per fargli riprendere il controllo di Milano. Sono qui per impedirglielo. Sulla strada per la fortezza mantovana avvisto una colonna di soldati sabaudi. Probabilmente stanno andando in avanscoperta per attraversare il Ticino e forse l’Oglio. Al momento mi dirigo verso un campo militare allestito da...Bersaglieri! Non mi era mai capitato di vederli così da vicino. In mezzo a quegli uomini in uniforme e cappello piumato noto un viso familiare: doveva essere il generale La Marmora. Mi avvicino chiedendo il permesso di fermarmi e di bere un po’ d’acqua, ma La Marmora mi ferma prima ancora che parli.
«Altolà, straniero! Identificati!»
«Liborio Romualdo Astore, generale.»
«Il figlio di Martino Astore di Belluno?»
«Sissignore.»
«Lo conoscevo. Brav’uomo. Scusate se vi ho fermato. Posso sapere che ci fate qui, in questa zona di guerra?»
«Devo recarmi a Mantova, generale.»
«Ohibò, e perché mai recarvi verso la tana del lupo?»
«Perché voglio ucciderlo, generale.»
La Marmora ci pensa un po’, poi risponde:
«Non credo di poter venire con voi: ordini di Sua Maestà, il Re Carlo Alberto di Savoia. Ma posso comunque darvi delle provviste e delle indicazioni su ciò che affronterete. I miei uomini hanno notato quattro pattuglie austriache sulla via per Mantova. Fate attenzione, signor Astore.»
«Grazie infinite, generale, e buona fortuna.»
«Ce ne servirà parecchia, vedo.»

Riesco a superare le pattuglie austriache e finalmente raggiungo la roccaforte di Mantova. Vedo soldati armati fino ai denti e ussari che sellano i loro destrieri preparandoli alla battaglia. Nascondendomi alla vista delle sentinelle, vedo passare un contingente guidato da Radetzky in persona, ma ancora nessun segno di Forlingieri. Che stia temporeggiando, forse? No, l’avrei notato in testa al plotone. Doveva trovarsi in città. Ma avevo bisogno d’informarmi. Passa di là un carro che trasporta viveri ai soldati; un buon nascondiglio, meglio approfittarne. In città, sempre stando all’interno del carro, sento il marciare delle milizie asburgiche e lo scalpitare della cavalleria, ma si sentono anche i brusii dei mantovani. Sceso dal carro, mi dirigo verso una bancarella vuota; lì, si avvicina un Templare –stavolta ho fatto centro. Lo prendo dalla bancarella e, con il braccio e la mano, lo trattengo prima che proferisca parola. È tempo di un sano interrogatorio.
«Che vuoi?»
«Il vostro capo, Eusebio Forlingieri.»
«Ha! T’aspetti che parli?!»
«No, aspetto che tu frigni come un poppante e poi parli.»
Getto il Templare da un tetto, ma non s’è accorto che ha una corda legata ai piedi.
 «Oddio!Pietà!»
«Parla allora, se non vuoi che allenti la presa.»
«È al Castello di San Giorgio! Doveva incontrarsi con l’austriaco!»
«Radetzky?»
«No, con uno dei nostri! Friedrich Kreutz.»
«Quanti altri Templari ci sono?»
«Dei pezzi grossi? Solo lui! Lo giuro! Ora fammi scendere!»
Sapevo dove andare.
«Temo proprio di dover andare. Addio.»
«Un attimo! L-liberami! Non lasciarmi qui! Cadrò!»
«Tranquillo, l’ho stretta bene. Verranno a prenderti i soldati!»
«Dannato figlio di…AIUTO!»
Il Castello di San Giorgio era stato fin dal Medioevo parte della reggia dei Gonzaga. Era stato reso un carcere dagli austriaci, e con ogni probabilità, Eusebio e quel Kreutz lo utilizzano come copertura per qualche losco affare.
Supero il fossato del castello per evitare le guardie all’ingresso. Scalerò le mura, sperando di trovare un punto cieco dove non vi sono nemici di pattuglia.

 Per fortuna, non ce ne sono molte sulla torre che ho scalato, ma sulle altre la situazione è diversa. Gli austriaci controllano tutto il perimetro con scrupolosa attenzione: è una prigione di massima sicurezza, dopotutto, e il minimo allarme comprometterà la missione. Meglio non uccidere nessuno, tranne i Templari, se li trovo. Sullo stretto percorso di scale a chiocciola, proseguo e aspetto che passino due guardie. Sento il lamento costante e raccapricciante dei detenuti rinchiusi nelle loro squallide celle, ammoniti e seviziati dai loro aguzzini. Ma ho modo di vedere anche due uomini venire verso la mia posizione. Non c’è dubbio, sono Forlingieri e Kreutz. Già che ci sono, ascoltiamo cos’hanno da dire.

«A Milano la situazione è disastrosa. Gli Assassini c’hanno giocato un tiro mancino.»

«Rilassati, Eusebio. Prima o poi convincerò Sua Altezza Imperiale a inviare altre truppe. E me la vedrò io con Radetzky. Sai bene che conta molto sul nostro appoggio.»

(Hai capito! Questo Kreutz è ammanicato sia con l’Imperatore che con Radetzky.)

«Lo so, Herr Kreutz, e per quanto riguarda Sua Eminenza Massenzio?»

«Massenzio ha con sé la reliquia. Gli ho dato istruzioni semplici: custodirla e se necessario usarla.»

«Dovremmo usarla per impedire tutte queste rivolte: stanno distruggendo quello che abbiamo costruito.»

«Ciò che viene distrutto si ricostruirà, mein freund. Ora vado. M’attendono a Vienna. Devo fare ritorno al più presto. Che il padre della comprensione ti guidi.»

«Anche a voi, Herr Kreutz.»

Sembra che quel Kreutz sembra manovrare i fili di Forlingieri. Forse se la prenderà se mi azzardo a tagliarglieli. Ma in fondo, è quello che spero.

  • Reyanna_07
    Reyanna_07

    Appassionante 😙. Si legge che è un piacere, quindi sarò ripetitiva ma é una novel interessante e coinvolgente. Scrivi molto bene, storia e persone fedeli alla realtà con ottimo adattamento narrativo, ed al momento solo altri due (tre perche una è una coppia) autori del Council sono riusciti ad andare ad un livello ancora più alto, mentre altri che ci sono stati in passato non ti eguagliano 😄... ma tergiverso, perché tu sei a livello alto, considerato poi che sei qui da poco più di una settimana , perciò sii fiero di questo😊

  • Saretta_07
    Saretta_07

    Buona domenica Kuro . Leggo solo ora poichè ieri ho approfittato del tempo libero per leggere Last Descendants 3. Spettacolare, hai usato una descrizione dei Templari alla Syndicate ed un armamento adeguato al periodo (notevole il fucile, in stile Rogue). Il tutto contornato dagli eventi storici e i personaggi importanti del tratto narrato, quindi davvero un grande lavoro, oso dire anche di livello superiore alla precedente fanfic ^,-

    • Kuro-Occulto
      Kuro-Occulto

      Grazie Saretta :) Ti farà piacere sapere che la scrittura procede spedita. Preparatevi a tante altre sorprese.

  • Andrea_Sara07
    Andrea_Sara07

    Bravissimo Kuro, anche questa storia é davvero molto interessante, ed in effetti sembra addirittura di livello più alto rispetto alla precedente, complimenti 🙂

    • Ste-82
      Ste-82

      Mi associo. Liborio Astore è un protagonista molto interessante, e la sua avventura nel contorno di veri eventi storici fila benissimo. Complimenti Kuro 🙂

    • Kuro-Occulto
      Kuro-Occulto

      Premetto che ho già scritto 9 capitoli ma li farò uscire gradualmente onde evitare troppi post uno di seguito all'altro. Restate comunque in attesa.

  • Reyanna_07
    Reyanna_07

    Appassionante 😙. Si legge che è un piacere, quindi sarò ripetitiva ma é una novel interessante e coinvolgente. Scrivi molto bene, storia e persone fedeli alla realtà con ottimo adattamento narrativo, ed al momento solo altri due (tre perche una è una coppia) autori del Council sono riusciti ad andare ad un livello ancora più alto, mentre altri che ci sono stati in passato non ti eguagliano 😄... ma tergiverso, perché tu sei a livello alto, considerato poi che sei qui da poco più di una settimana , perciò sii fiero di questo😊

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